Dieci domande a Sam Baron

Dieci domande a approda nell'universo Fabrica. Attraverso il suo direttore area design Sam Baron, che ho avuto il piacere di conoscere e intervistare varie volte, anche in tv (designbook). Sam lavora come consulente per vari, importanti brand internazionali, ma ho preferito focalizzare le 10 domande su Fabrica. Learning by doing. In questo caso, parafrasando, learning by reading.

 2 Garden and Front of the Ancient Villa Pastega

Sede di Fabrica, una villa veneta restaurata ed ampliata dall’architetto giapponese Tadao Ando.

Partirei dalla tua formazione e dal tuo lavoro prima di approdare a Fabrica.

Mi sono laureato in design presso l’École des Beaux Arts di Saint Etienne e poi ho frequentato un corso post-laurea presso l'École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi. Da allora lavoro come designer indipendente e consulente per aziende internazionali come Benetton, Louis Vuitton, Vista Alegre e Hennessy.  Mi divido tra Francia, Portogallo e Italia. 

3 Agorà

L'Agorà di Fabrica.

Come avviene il lavoro a Fabrica? Quali attività svolgete?

Fabrica non è una scuola come le altre con corsi, programmi e lezioni, non ci sono cicli annuali, ma la possibilità di accesso è continua. La molteplicità di culture, esperienze e attitudini rendono Fabrica un centro unico nel panorama internazionale dove le referenze culturali e artistiche cambiano di continuo.

Secondo il principio del learning by doing, Fabrica offre la possibilità di sviluppare progetti personali o commissionati da organizzazioni e aziende esterne, facendo uso degli strumenti tecnologici più avanzati. Il lavoro quotidiano è supervisionato da un team di tutor che, mediante metodologie innovative e coinvolgenti, stimolano e incoraggiano i ricercatori a sviluppare i loro progetti. La gamma delle discipline include design, grafica, interaction, fotografia, musica e video.

5 Fabrica Reunion June2016

La prima Reunion di tutti i creativi di Fabrica, giugno 2016.

Grande attenzione all'aspetto artistico, all'artigianato. Il tema dell' “artigenio” è molto presente. Corrisponde a un'altra faccia rispetto alla matrice industriale del gruppo?

Fabrica sin dalla sua fondazione nel 1994 ha sempre avuto una natura indipendente basando la propria attività quotidiana sulla ricerca, il design e la comunicazione. Abbiamo la fortuna di essere in una zona dell’Italia (Treviso) ricca di industrie ed eccellenti artigiani (ceramica, ferro, carta, ecc.) e questo per un designer è una grande opportunità. Ci permette di pensare ai progetti con scale diverse e di confrontarci direttamente con le realtà produttive.

7 Fabricanti al lavoro

Fabricanti al lavoro.

Hai insegnato molte cose, hai costruito un ottimo team, ma sicuramente qualcosa hai imparato in questi anni italiani, Cosa in particolare?

Ho imparato ad essere "politicamente corretto" e che in Italia tutto è possibile. Le cose si riescono a fare senza troppa fatica, c’è voglia di fare e stimoli continui.

Internazionalità, di impronta, di impostazione, di indagine. Cosa significa far convergere varie identità nel laboratorio Fabrica?

L’internazionalità per Fabrica è uno statement, un dato di fatto. A volte la sera, quando torno a casa, mi chiedo in che lingua abbiamo parlato durante il giorno.

8 Earl Piaval

Earl, collezione di sedute in massello di faggio disegnate da Daniel Rous per Piaval. Saranno presentate a 100% Design London.

Lavoro e alienazione. Fatalmente, quando si lavora tanti anni in un posto si rischia di divenire ripetitivi, di farsi assorbire dalla quotidianità. Non mi sembra per nulla il tuo caso. Quale il tuo, vostro, segreto?

A Fabrica cerchiamo di reinventare ogni giorno la ricetta. Questo mantiene svegli, freschi e sempre attenti a cogliere le novità.

9 Genesis

Genesi, collezione di oggetti di arredo creata per ars fabricandi, un brand di design fondato nel 2016 a Bruxelles.

Da Fabrica ci si potrebbero aspettare anche indagini e lavori sui temi etici e sociologici. Cosa pensi?

Fabrica ha una lunga tradizione di comunicazione su argomenti di valenza sociale, vedi le numerose campagne e progetti realizzati per importanti organizzazioni internazionali. Per quanto riguarda il design, posso citare un progetto iniziato da Angeles Ortiz, una giovane designer equadoregna che, dopo il terremoto che nell’aprile 2016 ha devastato la regione del Manabí in Ecuador, ha sentito il bisogno di aiutare in qualche modo il suo Paese proponendo Inspired by Ecuador, un progetto che connette artisti da tutto il mondo al cuore dell’Ecuador attraverso l’arte che diventa spazio aperto di espressione: http://www.fabrica.it/inspired-by-ecuador/. Abbiamo ritenuto importante appoggiare questa iniziativa perché Angeles viveva lontano da questa catastrofe.

10 Recognition

Recognition, programma di intelligenza artificiale vincitore dell’IK Prize 2016, premio annuale lanciato da Tate che celebra il talento creativo nel mondo dell’industria digitale. E’ stato uno dei protagonisti di Ars Electronica 2017.

Mi hai brevemente parlato di Lisbona, del Portogallo, dove molti progettisti e creativi prendono casa e studio, anche grazie a una politica attenta. Ce ne parli?

Negli ultimi anni c’è stata davvero un’invasione, speriamo che venga in qualche modo misurata per non cadere nell’effetto "turismo di massa", come a Barcellona. Il Portogallo è comunque un Paese molto stimolante e di grande ispirazione per i designer, con una grande qualità di vita.

11 Women Fight Design

 

Women Fight Design, serie d’incontri tenuti da straordinarie protagoniste della scena del design internazionale, che si svolgerà a Fabrica nel mese di ottobre 2017. Curata da Gala Fernandez.

Fabrica è internazionale ma è anche italiana. Come hai visto cambiare negli anni il nostro Paese? Cosa dovrebbe fare secondo te in ambito di politiche giovanili, di facilitazione per dialogare con i tanti ragazzi stranieri che vengono in Italia a studiare e spesso si fermano? E cosa potrebbe fare l'Italia, in generale, per il lavoro progettuale?

Finalmente negli ultimi anni stanno emergendo molti giovani designer italiani che hanno avuto la possibilità di studiare all’estero. Questo mi permette di agganciarmi alla tua seconda domanda: secondo me in Italia manca un soffio educativo/creativo nuovo, bisognerebbe pensare a dei modelli accademici innovativi, meno legati al formato “old style” della scuola o dell’università.

12 DaVetro Fabrica Laura Sans Hystera 2016

Da Vetro, una collezione in vetro in edizione limitata disegnata per Please Do Not Enter, un negozio unico nel suo genere nel cuore di Downtown Los Angeles.

Milano, e non solo, è una importante piazza. Dalle presenze al fuori salone alla mostra in Triennale. Vuoi accennarci? E puoi chiudere con una risposta secca? Tra dieci anni dove e come ti vedi?

Trovo Milano ogni anno più bella e vivace, aperta alle scoperte. Tra i miei luoghi preferiti, Villa Necchi, la Fondazione Prada, la galleria Nilufar,  il caffè Sant Ambroeus e ovviamente la Triennale dove il 24 settembre inauguriamo “I see colors everywhere”, una mostra che celebra il DNA di uno dei brand più iconici della moda italiana: Benetton. Sarà un viaggio-arcobaleno fatto di video, poster, musica, foto, illustrazioni e oggetti, in una contaminazione costante fra moda e arte:
http://www.triennale.org/mostra/i-see-colors-everywhere/

Tra 10 anni? The show must go on!

In breve
Giorgio Tartaro
Autore: Giorgio Tartaro
La mia Bio
Giornalista, si occupa da tempo di progetti per la comunicazione di architettura e design. Autore televisivo per RAI e Sky. È condirettore del master di Interior design della Scuola Politecnica di Design e Politecnico di Milano, e docente al master sul Made in Italy, IULM, Milano.

GT Media Srl S

Giorgio Tartaro svolge la propria attività giornalistica, autorale, video, presentazione eventi e conduzione di format attraverso la società GT Media Srl s.

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