Dieci domande a Beniamino Servino

Non mi piace quando si confonde la destinazione della architettura con la sua forma. Gli ospedali per Emergency nell'Africa nera premiati a prescindere, solo perché abbiamo lo scrupolo che ci facciamo tutti i cazzi nostri e così ci salviamo la coscienza.

 

1. Ti conoscono per i tuoi disegni ma tu continui a ribadire di essere architetto. Vorresti fare più architettura e ti mancano le occasioni?

Sì. I disegni sono uno strumento per la rappresentazione del pensiero di architettura. Ma la costruzione resta il modo migliore per sperimentarla l'architettura. perché con la costruzione dell'architettura il pensiero si corrompe e diventa preziosamente reale.

 

2. Sei spesso sferzante nel giudizio su colleghi e progettisti. Ritieni ci sia troppo buonismo?

Sì. Gli slogan che arrivano anche sui giornali e sulle riviste generaliste.

 

3. Il fatto di vivere al Sud quanto ti piace o ti condiziona?

Io vivo al Sud perché sono del Sud. Parlo con la inflessione della lingua del Sud. E il mio linguaggio deriva dalla lingua che parlo.

 

4. Se dovessi organizzare una grande mostra a che titolo penseresti? Lavoreresti in modo panoramico o ti focalizzeresti solo su alcuni temi?

VACUA FORMA. Architettura solo forma. Non sulla genesi della forma ma sul suo uso.

 

5. Si può insegnare l'architettura? E insegnare a fare architettura? Chi può fare o dovrebbe fare architettura?

Si può usare con gli studenti lo stesso approccio al progetto di quello che si usa nel proprio laboratorio e valutarne le variazioni e gli adattamenti.

 

6. Se potessi eliminare qualche periodo o opera di qualche grande. Hai tre possibilità.

Non ho preclusioni o preferenze. Detesto però la categoria del CE NE FOSSERO. Opere grammaticalmente corrette, corrette secondo la grammatica di una accademia ottusa che si ripete sempre uguale come i programmi delle scuole statali. Detesto la intoccabilità dei padri dell'architettura.

 

7. Critica, stampa, comunicazione. Cosa salvi, cosa apprezzi, cosa invece manca nel panorama italiano?

Non mi piace quando si confonde la destinazione della architettura con la sua forma. Gli ospedali per Emergency nell'Africa nera premiati a prescindere, solo perché abbiamo lo scrupolo che ci facciamo tutti i cazzi nostri e così ci salviamo la coscienza.

 

8. Sei molto attivo sulle piattaforme social. E su Facebook tiri qualche bomba. Cosa apprezzi dei social e cosa non sopporti.

I social mostrano sempre la varietà della umanità. La biodiversità. Un bestiario meraviglioso e macabro.

 

9. Sempre sui social. Hai amici e anche qualche "devoto". Non so perché ma ogni tanto traspare un po' di insofferenza. Che esercizi fai per contenerla?

È facile essere etichettati come arrabbiati. È un modo facile per emarginare le fasce di pensiero scomodo.

 

10. Sincero. Il tuo podio dell'architettura italiana.

Che domande?! Io su tutti.

In breve
Giorgio Tartaro
Autore: Giorgio Tartaro
La mia Bio
Giornalista, si occupa da tempo di progetti per la comunicazione di architettura e design. Autore televisivo per RAI e Sky. È condirettore del master di Interior design della Scuola Politecnica di Design e Politecnico di Milano, e docente al master sul Made in Italy, IULM, Milano.

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Giorgio Tartaro svolge la propria attività giornalistica, autorale, video, presentazione eventi e conduzione di format attraverso la società GT Media Srl s.

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